Susanna Javicoli, la musa di Carmelo Bene
Attrice raffinata, intensa e fuori dagli schemi, Susanna Javicoli è stata una delle interpreti più interessanti del teatro italiano tra gli anni Settanta e Ottanta. Il suo nome resta indissolubilmente legato a quello di Carmelo Bene, del quale fu musa ispiratrice e compagna di alcune delle più visionarie avventure teatrali, ma la sua carriera è stata molto più ampia: dal cinema con Dario Argento, Nanni Moretti e Tinto Brass alla televisione, fino a una lunga e prestigiosa attività nel doppiaggio.
Una carriera durata trent’anni e interrotta troppo presto: Susanna Javicoli morì a Roma il 17 giugno 2005, a soli cinquant’anni.

GLI INIZI E L’ACCADEMIA D’ARTE DRAMMATICA
Susanna Javicoli nasce a Roma il 7 agosto 1954 e sceglie molto presto la recitazione.
Si forma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, dove acquisisce quella solida preparazione teatrale che le permetterà di confrontarsi con alcuni dei più importanti registi italiani.
Nel corso della sua carriera lavorerà infatti, oltre che con Carmelo Bene, con Mario Missiroli, Carlo Cecchi, Giuseppe Patroni Griffi e Aldo Trionfo. Proprio Trionfo la dirigerà ne Il Candelaio di Giordano Bruno, accanto a un giovane Sergio Castellitto.
Ma è l’incontro con Carmelo Bene a segnare in maniera indelebile la sua storia artistica.

LA MUSA DI CARMELO BENE
Tra Susanna Javicoli e Carmelo Bene nasce un sodalizio artistico e umano particolarmente forte.
Con lui affronta Shakespeare attraverso la personalissima e rivoluzionaria visione del grande attore e regista salentino.
Nel Riccardo III è Lady Anna, in Otello o la deficienza della donna interpreta Emilia, mentre nel Macbeth secondo Carmelo Bene diventa Lady Macbeth.
Ruoli tutt’altro che convenzionali, inseriti in quella continua opera di demolizione e reinvenzione del teatro classico che caratterizzava il lavoro di Bene.
Susanna racconterà negli anni anche il loro primo incontro. Durante un’audizione Carmelo Bene le chiese di preparare il monologo di Nina de Il gabbiano di Čechov. Lei cercò immediatamente di stupirlo con una recitazione fuori dagli schemi, ma Bene la fermò quasi subito per darle una lezione che non avrebbe più dimenticato: prima di poter distruggere le regole bisognava conoscerle perfettamente.
Un insegnamento che Javicoli considererà uno degli “imprinting” fondamentali della propria vita artistica.
Il rapporto tra i due era però anche fatto di ironia. Bene, giocando sul carattere poco lezioso della sua attrice, l’aveva soprannominata “Romoletto”.

DAL TEATRO AL CINEMA
Parallelamente al teatro, negli anni Settanta Susanna Javicoli comincia a lavorare anche sul grande schermo.
Debutta nel 1974 con La nottata di Tonino Cervi, per poi prendere parte ad alcuni film diventati emblematici del cinema italiano di quel decennio.
Nel 1976 è in Vizi privati, pubbliche virtù di Miklós Jancsó, mentre l’anno successivo compare in Suspiria di Dario Argento, uno dei capolavori del regista.
Sempre nel 1977 recita in Porci con le ali di Paolo Pietrangeli, tratto dal libro simbolo di una generazione.
Nel 1978 arriva poi Ecce bombo di Nanni Moretti, nel quale interpreta Silvia. Ancora una volta Susanna si ritrova dentro un film destinato a diventare il ritratto di un’epoca e di una generazione.
Seguono I giorni cantati, ancora diretto da Paolo Pietrangeli, e nel 1980 Action di Tinto Brass, nel quale interpreta Doris/Ofelia.

DA SUSPIRIA A L’ULTIMO BACIO
La carriera cinematografica di Susanna Javicoli prosegue negli anni successivi, anche se sarà soprattutto il teatro a rimanere al centro della sua attività artistica.
Tra i film ai quali prende parte ci sono Blu cobalto, Non più di uno e, nel 1992, Body Puzzle di Lamberto Bava.
Negli ultimi anni torna anche nel cinema italiano di grande pubblico.
Nel 2001 appare infatti ne L’ultimo bacio di Gabriele Muccino, uno dei maggiori successi cinematografici di quella stagione, interpretando Luisa.
È quasi un ideale collegamento tra due generazioni di cinema italiano: l’attrice che aveva attraversato la stagione di Porci con le ali ed Ecce bombo si ritrova, più di vent’anni dopo, in un film che racconta inquietudini e crisi sentimentali di una nuova generazione.

LA TELEVISIONE
Anche la televisione occupa uno spazio importante nella sua carriera.
Oltre alle versioni televisive degli spettacoli realizzati con Carmelo Bene, Susanna Javicoli prende parte nel corso degli anni a numerose produzioni, tra cui I problemi di don Isidro, L’enigma delle due sorelle, Pronto soccorso, Amico mio, Una donna per amico e Provincia segreta 2.
Nel 2003 è inoltre nel cast della serie Cinecittà.
Ma esiste un’altra parte della sua carriera che il grande pubblico spesso conosce meno, nonostante abbia probabilmente ascoltato la sua voce decine di volte.

LA GRANDE CARRIERA NEL DOPPIAGGIO
Susanna Javicoli è stata infatti anche una raffinata doppiatrice, dialoghista e direttrice del doppiaggio.
Nel corso degli anni presta la propria voce italiana a grandi attrici internazionali.
Doppia Michelle Pfeiffer in Le relazioni pericolose e I favolosi Baker, Miranda Richardson in diversi film, Holly Hunter in Arizona Junior, Bonnie Bedelia in Die Hard – Trappola di cristallo, Isabella Rossellini e Rossy de Palma.
Una voce capace quindi di passare dal teatro più sperimentale al grande cinema hollywoodiano.
Per la Disney presta inoltre la voce a Tesoro, la padrona di Lilli, nel ridoppiaggio di Lilli e il vagabondo e successivamente in Lilli e il vagabondo II – Il cucciolo ribelle.
Un lavoro meno visibile rispetto alla recitazione sul palcoscenico, ma che diventa negli anni una parte fondamentale della sua attività professionale.

IL PREMIO IDI E L’AMORE PER IL TEATRO
Nonostante cinema, televisione e doppiaggio, il teatro rimane il luogo nel quale Susanna Javicoli riesce probabilmente a esprimere con maggiore forza il proprio talento.
Nel 1986 riceve il Premio IDI come migliore attrice, riconoscimento importante per un’interprete che aveva costruito il proprio percorso senza inseguire necessariamente la popolarità televisiva.
La sua voce viene scelta anche per dare vita a Medea in un’edizione per voce recitante insieme ai Solisti Veneti, diretti da Claudio Scimone.
Classico e sperimentazione, parola e voce: sono proprio questi continui passaggi a caratterizzare una carriera difficile da racchiudere in un’unica definizione.

LA MORTE A SOLI CINQUANT’ANNI
Susanna Javicoli muore a Roma il 17 giugno 2005, dopo una lunga malattia. Ha soltanto cinquant’anni.
La notizia della sua scomparsa riporta inevitabilmente alla memoria soprattutto il lungo sodalizio con Carmelo Bene, morto appena tre anni prima.
Ma definire Susanna soltanto come la “musa di Carmelo Bene” sarebbe riduttivo.
È stata un’attrice capace di attraversare mondi diversissimi: il teatro radicale di Bene, il cinema di Dario Argento e Nanni Moretti, Shakespeare, la televisione popolare e il doppiaggio delle grandi star di Hollywood.
Una presenza discreta ma riconoscibile, una voce inconfondibile e soprattutto un’attrice che ha vissuto il mestiere senza mai scegliere la strada più semplice.