Simone Pozzi: ho saputo di essere figlio di Moana dopo la sua morte
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Il 22 febbraio, per Aliberti Editore, il 26enne pubblicherà Moana: tutta la verità. Con foto inedite racconterà la storia della bionda dagli occhi di gatto che sedusse l’Italia
Simone Pozzi non è il fratello di Moana Pozzi, ma suo figlio. Una rivelazione destinata a riaccendere l’attenzione sulla vita privata della celebre pornostar, scomparsa il 15 settembre 1994.
Simone, 26 anni, avrebbe scoperto la verità soltanto dopo la morte di Moana: per tutta la sua infanzia era infatti cresciuto credendo di essere il fratello minore della donna che, in realtà, era sua madre.
Adesso ha deciso di raccontare pubblicamente la sua storia nel libro Moana: tutta la verità, in uscita il 22 febbraio per Aliberti Editore e scritto dallo stesso Simone.
Moro, riflessivo, di professione biopranoterapeuta, Simone sarà ospite questa sera di Chi l’ha visto?, su RaiTre, per raccontare a Federica Sciarelli il sentimento che lo lega a Moana, per tanti anni vissuta ai suoi occhi come “sorella” e soltanto dopo la sua morte scoperta come madre.

«Sono orgoglioso di essere suo figlio», ha dichiarato alla conduttrice.
Una scelta, quella di rendere pubblico il grande segreto familiare, che Simone avrebbe meditato a lungo. Anche perché il suo racconto permette di scoprire un volto molto più intimo di una donna diventata uno dei personaggi più trasgressivi e misteriosi dello spettacolo italiano.
Nel libro troveranno spazio anche fotografie inedite di Moana, quella ragazza biondissima dagli occhi felini il cui nome, scelto dai genitori, in lingua polinesiana significa “il punto dove il mare è più profondo”.
A dodici anni dalla sua morte e mentre intorno alla sua scomparsa continuano a rincorrersi interrogativi e ipotesi, Simone Pozzi vuole mettere un punto alle tante speculazioni sulla storia di Moana attraverso il racconto della donna che lui ha conosciuto lontano dai riflettori.
Nel libro ripercorre così la storia della sua famiglia, i giochi dell’infanzia, l’educazione ricevuta e l’adolescenza di Moana, trascorsa in giro per il mondo, dalla Spagna al Canada fino al Brasile, seguendo gli spostamenti del padre, ingegnere.
Un’infanzia da “bambina coccolata”, almeno fino alla grande svolta: a diciannove anni Moana lascia il mondo nel quale è nata e cresciuta, la sua città e la sua famiglia per muovere i primi passi nel cinema. È l’inizio della strada che la porterà a diventare la donna conosciuta da tutta Italia.
Ma il racconto di Simone arriva anche agli ultimi, drammatici momenti della vita di Moana e alla malattia che la porterà alla morte ancora giovanissima. Lui era accanto a lei.
«Mi dispiace avervi trascinato in quest’inferno, ma non potete capire le ragioni per cui ho scelto questa vita», avrebbe confidato Moana parlando delle sue scelte.
Dietro il personaggio pubblico, la trasgressione e il mito, emerge così un’altra Moana: una donna che per anni aveva custodito uno dei segreti più importanti della sua vita, quello di essere la madre di Simone.
E a dodici anni dalla sua scomparsa, il mito di Moana Pozzi continua ancora a sfidare il tempo.