Sarah (Sara) Cosmi, ancora tinta di Tinto
Sarah Cosmi, conosciuta anche come Sara Cosmi, nasce a Venezia il 10 agosto 1974. Trascorre i primi anni della sua infanzia nella città lagunare e, dopo una breve parentesi a Francoforte, torna a Venezia prima di trasferirsi con la famiglia a Perugia, città d’origine del padre.
È proprio nel mondo dello spettacolo che Sarah muove i primi passi, inizialmente attraverso la musica. Presta la voce, tra l’altro, alla sigla del Girofestival della Canzone Italiana e incide il disco Never Cry for Boys, pubblicato anche in Svezia, dove ottiene un buon riscontro.

Arriva poi la televisione. Sarah lavora come corista in Rai nel programma Numero Uno, condotto da Pippo Baudo, ma è soprattutto l’incontro con Tinto Brass a darle grande popolarità.
Nel 1995 il regista la sceglie per Fermo posta Tinto Brass, uno dei titoli più celebri della sua filmografia erotica. Diversi anni più tardi Sarah torna a lavorare con Brass in Fallo!, uscito nel 2003, dove è tra le protagoniste. Il film viene distribuito anche all’estero e contribuisce a far conoscere l’attrice fuori dai confini italiani.

La notorietà conquistata grazie al cinema le apre anche le porte del mondo della fotografia. Nel 2004 Sarah Cosmi è protagonista del calendario della rivista Boss, distribuito dalle Edizioni Cioè e realizzato dal fotografo Roberto Rocchi.

Con il passare degli anni, però, Sarah sceglie progressivamente di allontanarsi dal mondo del cinema e dai riflettori che avevano accompagnato quella fase della sua carriera.

Oggi la sua vita professionale ha preso una strada diversa: Sarah Cosmi si occupa di comunicazione, lasciandosi alle spalle l’esperienza di attrice che l’aveva resa nota al grande pubblico.

Eppure il suo nome resta inevitabilmente legato a quello di Tinto Brass e a una stagione del cinema italiano che, tra gli anni Novanta e i primi Duemila, trasformò diverse delle sue interpreti in vere e proprie icone sexy. A distanza di oltre vent’anni da Fallo!, Sarah Cosmi rimane così uno dei volti femminili passati davanti all’inconfondibile macchina da presa del maestro dell’eros italiano.