Nessuno contro tutti. Carmelo Bene al Maurizio Costanzo Show

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Autori: Carmelo Bene, Maurizio Costanzo — a cura di Annalisa Presicce Editore: Luni Editrice, collana “Il sogno di Gutenberg” Anno di pubblicazione: 2025 (dal 22 ottobre 2025) – Pagine: 288

Recensione di Luca Cirillo

Nessuno contro tutti è un libro sorprendente perché recupera e restituisce integralmente due momenti televisivi che, più che ospitate, furono veri e propri eventi culturali: le apparizioni di Carmelo Bene al Maurizio Costanzo Show negli anni Novanta. La sua forza sta proprio in questo gesto editoriale: non un semplice omaggio, non una raccolta di aneddoti, ma la trascrizione completa di quei dialoghi, parola per parola, accompagnata da un apparato critico che li spiega, li mette in prospettiva, e permette di capire quanto quelle serate fossero qualcosa di irripetibile nel panorama mediatico italiano.

L’originalità del libro risiede nel modo in cui trasforma la televisione in testo. Leggere Carmelo Bene, piuttosto che guardarlo, significa distillare l’essenza della sua provocazione: la distruzione della forma, l’attacco frontale al buon senso, l’uso del linguaggio come gesto teatrale e filosofico allo stesso tempo. Ciò che in video appare come performance, in pagina diventa materia da analizzare. Il libro riesce così a trasformare uno show televisivo popolare in un documento quasi accademico, utile a chi studia teatro, media, linguaggio e dissidenza culturale.

Non è una lettura accomodante. Bene non addolcisce nulla, non cerca il consenso, non partecipa alle logiche dello spettacolo: le smonta, ci gioca contro, le porta all’esasperazione. Ed è proprio questa intransigenza a rendere il testo così peculiare: le sue parole, riportate senza filtri, rivelano tutto il carico di provocazione, ironia corrosiva, cattiveria verbale e lucidità che caratterizzavano il suo modo di stare al mondo. In un libro, tutto ciò non scorre via come un frammento televisivo effimero: resta, si fissa, obbliga a riflettere.

Il volume non si limita a essere un documento; si presenta come un vero e proprio esperimento sulla permanenza. La televisione è transitoria, condannata a passare. Qui invece quelle due puntate diventano finalmente “oggetto”, testo da maneggiare, da studiare e da discutere. È una scelta editoriale coraggiosa perché sottrae alla mitologia del “me lo ricordo” e all’aura nostalgica del passato un materiale che oggi può ancora disturbare, far discutere, suscitare risposte contrastanti. Non è un libro costruito per piacere, ma per tenere viva una voce scomoda.

In questo senso, Nessuno contro tutti è originale perché non cerca di interpretare Carmelo Bene: lo mette in scena di nuovo, ma in un altro medium, e lascia che sia il lettore a fare il lavoro di comprensione. È un libro che trasforma due apparizioni televisive in un campo di battaglia linguistico ed estetico, dove si vede con chiarezza quanto Bene fosse, nel bene e nel male, irriducibile a qualsiasi forma di intrattenimento tradizionale. È un testo raro perché conserva, senza ammorbidire, l’urto tra arte e televisione, tra individuo e pubblico, tra provocazione e conformismo. E proprio questa irriducibilità lo rende oggi più vivo che mai.

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