GLEE, LA SERIE “MALEDETTA”: TRE PROTAGONISTI MORTI GIOVANISSIMI
Sul piccolo schermo cantavano, ballavano e facevano sognare milioni di ragazzi. Ma dietro i colori e la musica di Glee il destino ha scritto una storia terribile. Cory Monteith è morto a 31 anni per un’overdose, Mark Salling si è tolto la vita a 35 e Naya Rivera è annegata a 33 anni durante una gita in barca con il figlio. Tre tragedie in appena sette anni che hanno alimentato la leggenda della “maledizione di Glee”. Ma dietro quella definizione ci sono storie vere, e molto diverse tra loro.
Era una delle serie più allegre e colorate della televisione. Ragazzi che cantavano, ballavano, si innamoravano e cercavano il proprio posto nel mondo sulle note delle canzoni più famose.
Quando Glee debuttò negli Stati Uniti nel 2009, nessuno avrebbe potuto immaginare che, negli anni successivi, il suo nome sarebbe stato associato anche a una lunga serie di tragedie.
La serie creata da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan raccontava le vicende del Glee Club della fittizia William McKinley High School, in Ohio. Diventò un fenomeno mondiale e trasformò in star giovani attori come Lea Michele, Cory Monteith, Naya Rivera, Chris Colfer, Dianna Agron, Amber Riley, Kevin McHale e Mark Salling.
Poi qualcosa cambiò.
Tra il 2013 e il 2020 tre componenti importanti del cast morirono prima di aver compiuto 36 anni. Una successione di avvenimenti così impressionante da far nascere sui giornali e sul Web l’espressione “maledizione di Glee”. Una definizione che nel 2023 è diventata persino il punto di partenza di una discussa docuserie, The Price of Glee.
CORY MONTEITH: FINN MUORE A SOLI 31 ANNI
La prima tragedia arrivò quando Glee era ancora in produzione.
Cory Monteith interpretava Finn Hudson, il giocatore di football dal cuore buono che scopre di amare il canto e diventa uno dei protagonisti del Glee Club.
Nella vita privata, però, Cory combatteva da anni contro la dipendenza. Nell’aprile del 2013 era entrato nuovamente in un centro di riabilitazione. Pochi mesi dopo, il 13 luglio 2013, venne trovato morto nella sua camera d’albergo a Vancouver.
Aveva soltanto 31 anni.
Gli accertamenti stabilirono che a ucciderlo era stata un’intossicazione accidentale provocata da eroina e alcol.
La sua morte sconvolse il cast e milioni di fan. Anche perché Cory, nella vita, era legato sentimentalmente a Lea Michele, Rachel Berry nella serie.
Gli autori decisero di non sostituirlo. Anche Finn scomparve dalla storia e Glee gli dedicò uno degli episodi più dolorosi dell’intera serie, The Quarterback.
Per la prima volta il sorriso di Glee si era spento.
Ma purtroppo non sarebbe stata l’ultima.
MARK SALLING: DAL SUCCESSO ALLO SCANDALO
Mark Salling interpretava Noah “Puck” Puckerman, il ribelle della scuola: giocatore di football, conquistatore e amico di Finn.
La sua vicenda personale fu completamente diversa e molto più controversa.
Nel 2015 Salling venne arrestato nell’ambito di un’indagine per materiale pedopornografico. Nel 2017 si dichiarò colpevole di possesso di materiale pedopornografico e si preparava ad affrontare una pena detentiva.
Il 30 gennaio 2018, prima della sentenza, venne trovato morto a Los Angeles.
Aveva 35 anni e la sua morte fu dichiarata un suicidio.
Cinque anni dopo Cory Monteith, Glee perdeva così un altro dei ragazzi che avevano fatto parte del cast originale.
Ma la tragedia che più di ogni altra avrebbe alimentato l’idea di una “maledizione” doveva ancora arrivare.
NAYA RIVERA: LA GITA SUL LAGO CON IL FIGLIO
Naya Rivera era Santana Lopez, la bellissima e tagliente cheerleader che, stagione dopo stagione, era diventata uno dei personaggi più amati della serie.
L’8 luglio 2020 Naya noleggiò una barca sul lago Piru, in California, per trascorrere qualche ora con il figlio Josey, che aveva quattro anni.
Qualche ora dopo la barca venne ritrovata alla deriva.
A bordo c’era soltanto il bambino.
Di Naya nessuna traccia.
Partirono immediatamente le ricerche e, dopo giorni di angoscia, il 13 luglio venne ritrovato il suo corpo. Aveva appena 33 anni. Le autorità conclusero che era morta per annegamento accidentale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Naya e il bambino erano entrati in acqua per nuotare. L’attrice sarebbe riuscita ad aiutare il figlio a risalire sulla barca, senza però riuscire a mettersi in salvo a sua volta.
Ma c’è una coincidenza che impressionò particolarmente i fan.
Il corpo di Naya Rivera venne ritrovato il 13 luglio 2020, esattamente sette anni dopo la morte di Cory Monteith, avvenuta il 13 luglio 2013.
Ed è soprattutto da quel momento che la leggenda della “maledizione di Glee” diventò ancora più insistente.
TRE MORTI IN SETTE ANNI
Cory aveva 31 anni.
Mark ne aveva 35.
Naya soltanto 33.
Tre attori dello stesso show, tutti diventati famosi molto giovani, morti tra il 2013 e il 2020 per cause completamente differenti.
Nel 2023 quelle storie sono state riunite nella docuserie in tre puntate The Price of Glee, che ha cercato di raccontare anche il prezzo pagato da alcuni protagonisti per l’enorme e improvvisa popolarità dello show. Ma il programma ha suscitato molte critiche: diversi attori della serie non vi hanno partecipato e alcuni hanno contestato apertamente il modo in cui le tragedie sono state accostate.
MA “GLEE” È DAVVERO UNA SERIE MALEDETTA?
Naturalmente non esiste alcuna prova di una maledizione.
Le tre morti non hanno alcun legame tra loro: Cory Monteith morì per un’overdose accidentale, Mark Salling si tolse la vita in un contesto personale e giudiziario drammatico e Naya Rivera rimase vittima di un incidente.
E proprio l’espressione “maledizione” continua a dividere.
Nel luglio del 2026, Kevin McHale, che in Glee interpretava Artie Abrams ed era molto legato a Naya Rivera, è intervenuto duramente sui social contro chi continua a parlare delle morti dei suoi amici come di una “maledizione” o addirittura di un “sacrificio”, ricordando sostanzialmente che dietro quelle teorie ci sono persone realmente esistite e realmente morte.
Ed è forse proprio questo il modo più giusto per rileggere oggi la cosiddetta “maledizione di Glee”.
Perché non c’è bisogno di cercare qualcosa di soprannaturale.
La realtà è già abbastanza impressionante: una serie nata per raccontare la gioia della musica e il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo ha perso tre dei suoi protagonisti quando erano ancora giovanissimi.
E rivedere oggi Finn, Santana e Puck cantare insieme sul palco della McKinley High School ha inevitabilmente un sapore completamente diverso.
I TRE PROTAGONISTI SCOMPARSI
Cory Monteith – Finn Hudson: morto il 13 luglio 2013, a 31 anni, per un’overdose accidentale di eroina e alcol.
Mark Salling – Noah “Puck” Puckerman: morto il 30 gennaio 2018, a 35 anni, per suicidio, dopo essersi dichiarato colpevole di possesso di materiale pedopornografico.
Naya Rivera – Santana Lopez: morta nel luglio 2020, a 33 anni, per annegamento accidentale durante una gita in barca con il figlio. Il suo corpo fu ritrovato il 13 luglio, settimo anniversario della morte di Monteith.