CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: DALLA FOTOGRAFIA DI TASCHEN ALLA MUSICA DI GINEVRA DI MARCO

Please follow and like us:

Please follow and like us:
Pin Share

Terzo appuntamento con la rubrica di Luca Cirillo: i libri fotografici di Roy Stuart, Richard Kern e Natacha Merritt, i nuovi dischi di Ginevra Di Marco e Luca Faggella, il DVD dei Tre Allegri Ragazzi Morti e lo spettacolo Padri!?

Terzo appuntamento con i Consigli per gli acquisti di Palcoscenico.

Da questo numero aumentano le recensioni, per offrirvi una scelta ancora più ampia tra libri, CD, DVD, spettacoli teatrali e cinematografici che meritano di essere conosciuti.

Cominciamo facendo un salto in libreria…

1. LIBRI

SPECIALE TASCHEN: ROY STUART, RICHARD KERN E NATACHA MERRITT

La casa editrice Taschen è da anni una delle principali protagoniste nel campo della fotografia e dell’arte, con particolare attenzione alla produzione erotica, grazie a una serie di pubblicazioni di grande successo, spesso proposte in edizioni da collezione.

La collana Icons, composta da volumetti di qualità a prezzi contenuti, è diventata un autentico oggetto di culto, con titoli come Dessous, dedicato alle bellezze del cinema e dello spettacolo ritratte in lingerie, e Paris Hollywood, raccolta di pin-up degli anni Cinquanta e Sessanta fotografate dal francese Serge Jacques.

Ma veniamo a tre volumi imperdibili, tutti pubblicati da Taschen e distribuiti in Italia da Inter Logos di Modena.

ROY STUART – THE FOURTH BODY

«Il mondo erotico di Roy Stuart è un mondo senza vittime», scrive Jean-Claude Baboulin nell’introduzione a Roy Stuart Volume 1, sottolineando come nelle sue fotografie anche le situazioni apparentemente più provocatorie si trasformino in rappresentazioni di libertà e complicità.

Roy Stuart ha appena dato alle stampe la sua ultima creazione, The Fourth Body, volume che conclude una tetralogia personale capace di ridefinire i confini tra erotismo e pornografia d’autore.

Stuart è anche un apprezzato musicista e regista. Suo è il suggestivo cortometraggio Giulia, inserito nella serie Corti circuiti erotici di Tinto Brass.

Proprio dagli allestimenti di alcuni suoi set provengono gli scatti del nuovo libro. Si passa da situazioni sensuali ad ambientazioni moderne e inquietanti, nelle quali i corpi delle modelle, tra cui Anna, protagonista di Giulia, si confrontano con figure maschili spesso volutamente rozze, creando contrasti e sensazioni di disagio.

Non c’è una ricerca del semplice effetto pruriginoso, ma neppure un’intellettualizzazione esasperata del nudo.

Stuart costruisce affascinanti composizioni di fotografia erotica, sfida i tabù attraverso immagini esplicite e provocatorie, destabilizza con improvvisi tocchi di delicatezza e trova un equilibrio sorprendente tra luci e ombre.

The Fourth Body è anche un libro che esplora il feticismo, senza ridurlo a un banale catalogo di dettagli anatomici. Ogni particolare del corpo diventa parte di una precisa ricerca visiva.

Roy Stuart realizza libri meravigliosi, da annusare con gli occhi.

RICHARD KERN – MODEL RELEASE

Diverso il discorso per Richard Kern.

Anche Kern è un artista completo, con un importante curriculum come regista, soprattutto nel campo dei videoclip, tra cui lavori per Marilyn Manson.

Il suo Model Release racconta però la quotidianità femminile con uno sguardo decisamente personale.

Le protagoniste non sono modelle professioniste, ma ragazze comuni, lontane dagli stereotipi delle playmate e delle veline.

Studentesse, ragazze acqua e sapone, donne con caratteristiche fisiche molto diverse, ritratte durante attività quotidiane, talvolta persino banali, ma sempre con una spontaneità disarmante.

La particolarità è che sono tutte nude.

L’arte di Kern consiste nel creare fotografie che, pur mostrando esplicitamente il corpo, si allontanano dall’erotismo tradizionale per avvicinarsi a una rappresentazione immediata, provocatoria e priva di idealizzazioni.

I suoi scatti raccontano istintività, libertà e sfrontatezza. Kern conduce una personale battaglia contro il perbenismo che vorrebbe confinare la pornografia in un ghetto culturale.

Le sue fotografie diventano così un inno alla libertà di mostrarsi senza pudori.

NATACHA MERRITT – DIGITAL DIARIES

L’ultima protagonista di questo speciale Taschen è Natacha Merritt, giovanissima fotografa nata a San Francisco nel 1977.

Da anni sperimenta un linguaggio personale nel campo della fotografia digitale e, grazie a un’amicizia nata via e-mail con Eric Kroll, importante esponente della fotografia fetish, entra in contatto con Taschen, che decide di pubblicare il suo lavoro.

Nasce così Digital Diaries, un volume affascinante già nell’impaginazione e nella splendida copertina a rilievo.

Il libro raccoglie fotografie digitali realizzate dagli esordi, con una Casio QV-1100, fino agli scatti ottenuti con la Nikon Coolpix 900, apparecchiatura oggi già superata ma all’epoca considerata un piccolo gioiello tecnologico.

Il soggetto principale di Natacha Merritt è… Natacha Merritt stessa!

Quale modo migliore di sperimentare uno stile, del resto, se non quello di mettersi personalmente al centro della propria ricerca?

Più della metà delle immagini sono autoritratti, spesso molto espliciti, che rivelano un narcisismo e una sfacciataggine capaci di rendere la giovane fotografa estremamente affascinante.

Non mancano fotografie di altri corpi, nudi maschili e provocazioni saffiche di forte impatto.

A voler essere puntigliosi, talvolta si potrebbe discutere sulla precisione delle luci e delle inquadrature, inevitabilmente condizionate dai limiti delle prime fotocamere digitali.

Ma Merritt riesce a trasformare anche queste imperfezioni in elementi espressivi, grazie a una notevole dose di sperimentalismo, anarchia visiva e un attento lavoro di postproduzione.

Il risultato è una delle opere prime più riuscite degli ultimi anni nel campo della fotografia.

Brava, brava, brava!

Un sentito ringraziamento a Natacha Merritt e a Francesca Bondioli di Inter Logos per la disponibilità e la collaborazione.

2. CD

GINEVRA DI MARCO – DISINCANTO

A tre anni dall’ultimo album solista torna l’elegante Ginevra Di Marco, per la prima volta libera dalla pur fruttuosa collaborazione con CSI e PGR.

Una separazione che ha fatto molto discutere, anche perché insieme a lei si è allontanato dal gruppo il tastierista, coautore e compagno di vita Francesco Magnelli.

Una scelta che sembra aver giovato alla ricerca di uno stile personale e di un sofisticato virtuosismo vocale, finalmente pienamente espressi in Disincanto, pubblicato da On the Road Music Factory.

La folgorante apertura è affidata a Tribale, introduzione rarefatta e al tempo stesso energica al viaggio musicale intrapreso da Ginevra.

Si prosegue con La buona fortuna e Andirivieni, brani impreziositi dalla presenza di Max Gazzè al basso.

Fedeli differenti è probabilmente l’unica traccia che risente ancora della lunga militanza della coppia Di Marco-Magnelli nei progetti di Giovanni Lindo Ferretti.

Ricca di fascino è Hannorè, mirabile interpretazione di Ginevra su musiche e arrangiamenti di Francesco Magnelli, che costruisce un intreccio musicale perfetto per la vocalità della compagna.

Con La rete torna il basso di Gazzè, mentre la voce di Ginevra continua a stupire per versatilità.

Inaspettata arriva Io/Tu, una ballata lenta, malinconica, cupa e vibrante. Madre severa chiude l’album regalandoci un’ultima emozione.

Che altro aggiungere?

Disincanto è il modo migliore per cominciare l’anno nuovo. Un 2005 che potrebbe consacrare definitivamente Ginevra Di Marco tra le più grandi cantautrici italiane.

LUCA FAGGELLA – FETISH

Arriva nei negozi di dischi il quarto album di Luca Faggella, Fetish, pubblicato da Rockatta/Storie di Note.

Un lavoro dal suono originale, nel quale si riconoscono influenze che spaziano dai Virgin Prunes a Nick Drake, dal David Bowie dei primi anni Settanta ai My Bloody Valentine, passando per Sonic Youth e Syd Barrett.

L’album richiama certe atmosfere degli anni Settanta, ma guarda anche al punk e ai nuovi linguaggi musicali e gestuali nati da quella rivoluzione.

Un ruolo importante è affidato all’aspetto visivo, grazie al magnifico artwork realizzato da Giovanna Casotto, con immagini che si muovono tra fumetto e cinema, giocando con spazi, luci e geometrie.

Fetish è un lavoro nel quale l’immagine corrisponde alla sostanza e alla musica.

Tra i brani figurano canzoni già ascoltate nel lungo tour di Tredici canti, come Valzer #2, in duetto con Carolina Salomé, Un maggio di ciliegie, Nascosto, Sempre vicini così, con Daniela Loi, e Le carte in regola.

A queste si aggiungono nove nuovi titoli: Raggio, il remix del singolo A tu per tu, Pornostar, Nuova vita, in duetto con la sorella Francesca e l’amico Tommaso «Piotta» Zanello, La lettera, con Eva Lopez, Memento, L’amante, Uccidimi e la title track Fetish.

È inoltre in progetto un primo videoclip legato all’album.

Volendo trovare una definizione musicale, potremmo collocarlo tra alternative, noise e dark.

Rock and roll del 2005.

VOCI PER LA LIBERTÀ 2004 – UNA CANZONE PER AMNESTY

Ogni anno centinaia di gruppi emergenti di tutta Italia inviano i propri demo a Voci per la Libertà, con canzoni dedicate alla voglia di cambiamento e a temi come immigrazione, povertà, fame, discriminazione e diritti umani.

Dodici artisti e gruppi vengono selezionati per partecipare al concorso, nato nel 1998, in occasione del cinquantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

La manifestazione si svolge a Villadose, in provincia di Rovigo, e assegna il riconoscimento Una canzone per Amnesty al brano più vicino alla missione di Amnesty International.

I sei gruppi finalisti dell’ultima edizione sono i protagonisti di Voci per la Libertà 2004, compilation distribuita da Self.

Dodici tracce, due per ciascuna formazione, che esplorano generi musicali molto diversi.

Si passa dal folk personalizzato dei vincitori Riserva Moac al cantautorato popolare dei Terramare, premiati dalla critica, fino all’elettronica di ispirazione brasiliana del Sandy Müller Duo, vincitore del Premio della Giuria Popolare.

Completano la raccolta il mind rock dei Pekisch, il pop-rock dei Jailsound e il raffinato cantautorato dei Fabularasa.

Dodici canzoni che accompagneranno l’iniziativa nel 2005, lasciando alla musica il compito di sensibilizzare l’orecchio e il cuore del pubblico al messaggio umanitario di Amnesty International.

3. DVD

TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI – NON MI MANCA NIENTE, NON HO NIENTE

Esce in questi giorni, circondato da grande attesa, il DVD dei Tre Allegri Ragazzi Morti, realizzato per celebrare i dieci anni di attività dello straordinario gruppo creativo originario di Pordenone.

Si intitola Non mi manca niente, non ho niente e raccoglie l’enorme lavoro audiovisivo prodotto dalla band nel corso della sua carriera.

Un viaggio attraverso videoclip, gallerie fotografiche e immagini che arriva fino al recente Rasoio, mattatoio, pazzatoio, premiato al MEI di Faenza 2004.

Il DVD comprende numerosi contenuti extra, tra cui un immaginario incontro con Pier Paolo Pasolini, cortometraggi d’animazione inediti e il lavoro di Andrea Toselli di Pianeta Zero.

È proprio Toselli a trovare il filo conduttore, quasi circense, capace di unire dieci anni di videoclip, disegni, fumetti, animazione tridimensionale e sperimentazioni visive.

L’arte di Davide Toffolo, leader della band e artista visivo al tempo stesso incisivo e visionario, rappresenta un caso particolare nel panorama italiano, dove rock e cultura pop si mescolano a invenzioni grafiche originalissime.

Non mi manca niente, non ho niente è un DVD di rara bellezza estetica, capace di intrecciare i linguaggi della comunicazione visiva in maniera coinvolgente, emozionante e spesso sorprendente.

Il tutto accompagnato dalla musica di una band dal suono immediatamente riconoscibile.

Il DVD è prodotto da La Tempesta, etichetta dei Tre Allegri Ragazzi Morti, e da Pianeta Zero, realtà già affermata nell’authoring e nella creatività applicata ai supporti digitali.

È disponibile al prezzo speciale di 18 euro attraverso il sito della band.

4. TEATRO

PADRI!? – TEATRO DE’ SERVI, ROMA

Dall’8 febbraio al 6 marzo 2005

Una storia agitata come un road movie, divertente come una commedia e commovente come una confessione.

Arriva al Teatro de’ Servi di Roma, in via del Mortaro 22, Padri!?, spettacolo scritto e diretto da Luca Monti, con Riccardo Scarafoni, Cristian Marazziti, Marco Bocciolini, Fabrizio Sabatucci, Silvia Mazzotta e Alessandra Angelone.

Quattro ragazzi, quattro amici, quattro giovani padri: assenti, amorevoli, distratti, affettuosi, incompresi. Padri per caso e per amore, forse ancora troppo figli.

La loro storia attraversa idealmente il mondo, da Roma a Caracas, poi Cancún, i templi maya del Guatemala e infine Auckland, in Nuova Zelanda, durante le finali dell’America’s Cup.

Una regata emotiva appassionante, più pericolosa di una tempesta marina, con onde forza dieci.

Vincitore nel 2003 del XXIX Premio Fondi La Pastora come miglior spettacolo, Padri!? racconta quattro trentacinquenni sospesi tra giovinezza e maturità, che si ritrovano a trascorrere una serata insieme, proprio come ai vecchi tempi.

Davanti ai loro occhi scorrono gli anni del liceo, i viaggi, le prospettive e i sogni condivisi.

Il passato si confronta inevitabilmente con il presente. E a segnare la differenza tra le vite di ieri e quelle di oggi è soprattutto la paternità.

Per alcuni già vissuta, per altri rinviata, per altri ancora rifiutata o mai presa in considerazione.

Con o senza figli, i quattro protagonisti sono tutti padri, ciascuno a modo proprio e con i propri conflitti.

Intanto, per il mese di aprile, è annunciato anche l’inizio delle riprese della versione cinematografica di Padri!?, scritta da Luca Monti e Marco Sperduti, con la regia dello stesso Monti.

Le riprese sono previste tra Stati Uniti, Messico, Belize, Guatemala e Venezuela, per concludersi a Roma, negli studi di Cinecittà.

Gli interpreti dello spettacolo saranno anche i protagonisti del film.

Nella foto d’apertura Luca Cirillo

Please follow and like us:
Pin Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *