Lyudmyla Derkach, dalla Dolce Vita romana all’inchiesta Cleopatra

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Doveva essere una sosta di un solo giorno, invece Roma è diventata la sua città. Lyudmyla Derkach, ribattezzata la “zarina delle notti romane”, aveva lasciato l’Ucraina per andare a cercare fortuna in Germania, ma rimase stregata dalla bellezza della Capitale e da allora non se ne è più andata.

Il suo nome compare nelle cronache di quasi dieci anni fa, legato a una vicenda giudiziaria della quale, però, lei sostiene di essere stata soprattutto una vittima.

Nome in codice dell’operazione: “Cleopatra”. Un’inchiesta che nel novembre del 2003 fece tremare i salotti della Roma bene, portando alla luce un giro di prostituzione e droga e coinvolgendo personaggi del mondo dello spettacolo, ristoratori, avvocati e imprenditori. Nell’inchiesta, condotta dai magistrati Carlo Lasperanza e Giancarlo Capaldo, comparve anche il nome del senatore a vita Emilio Colombo, in relazione al consumo di cocaina.

Di quella storia Lyudmyla non vorrebbe parlare. I suoi occhi chiari si velano di tristezza:

«Ha provocato troppi danni alla mia carriera. Io ero appena agli inizi».

L’arresto, infatti, arrivò proprio mentre stava lavorando al film di Leonardo Pieraccioni Il paradiso all’improvviso. All’epoca era in Italia soltanto da tre anni, ma aveva già cominciato a lavorare per la televisione e il cinema.

«Prima ancora, però, avevo iniziato in un’agenzia di servizi per stranieri. Facevo avanti e indietro tra gli uffici delle ambasciate. Poi ho trovato lavoro come cameriera in un ristorante di via Veneto».

Ed è proprio lì che la sua vita cambia.

«Mi trovavo bene, era un bell’ambiente ed erano tutti simpatici con me. Lì ho cominciato a conoscere tante persone. Mi sembrava di rivivere un po’ la Dolce Vita. Poi io sono una ragazza impulsiva, mi è sempre piaciuto fare tante cose, fin da piccola. Così, quando uno degli avventori del ristorante mi ha proposto di fare un provino per la televisione, beh, mi sono lanciata».

Arriva così la prima apparizione in Tv, come ballerina in un programma di Lillo e Greg.

«Da lì sono cominciate le prime chiamate: se serviva una ragazza bionda dell’Est, chiamavano me. Sono arrivati i primi soldi veri, ma gli impegni sempre più pressanti mi hanno costretto a lasciare il ristorante».

E insieme al lavoro arrivano nuove conoscenze: intorno a Lyudmyla cominciano a gravitare personaggi del mondo dello spettacolo e uomini delle istituzioni.

«Ho convissuto sei anni con un funzionario dello Stato. Poi ho cominciato a lavorare per Boncompagni al programma Chiambretti c’è. Ecco, lì mi sono davvero divertita. Ogni giorno arrivavano inviti a cene e feste».

Poi arriva l’incontro con Tinto Brass…

«Lui è un vero maestro, mi ha insegnato a muovermi davanti alla telecamera. Per lui ho interpretato una commessa di un negozio di lingerie londinese nel film Fallo! e ho girato una scena con Federica Palmer. È stato divertente, per me è stato naturale. In fondo, il sesso è l’unica mia droga».

È a questo punto che nella sua vita irrompe l’inchiesta Cleopatra. Il telefono di Lyudmyla finisce sotto controllo e gli investigatori ricostruiscono attraverso le intercettazioni la rete di persone che frequenta.

«Io non sapevo chi fossero veramente quelle persone. Non potevo immaginare quello che c’era dietro. Io non faccio uso di stupefacenti. Chi era intorno a me mi portava in giro per locali e ristoranti di lusso. Mi parlava di mettere su un business».

Nel corso dell’inchiesta cadono le accuse legate alla droga, mentre resta quella di favoreggiamento della prostituzione. Secondo l’accusa, infatti, alcune persone si rivolgevano a lei per trovare ragazze da invitare alle feste.

Lyudmyla, però, dà una versione completamente diversa:

«Quando mi invitavano mi chiedevano sempre di portare con me qualcuna di mia conoscenza, ma non erano incontri a pagamento. Se poi qualcuno fa un regalo a una ragazza, che male c’è? Non immaginavo potesse finire così male. Se mi propongono di partecipare a una cena perché c’è un imprenditore solo che cerca qualcuna da portare in vacanza con sé a Ibiza, allora anche questo è prostituzione?».

Era il 2003. Lyudmyla trascorre alcune ore a Rebibbia e, per ironia della sorte, poco tempo dopo si ritrova sul set di Carabinieri 4, dove interpreta ancora una volta una ragazza dell’Est. Nel 2005 posa anche per un calendario fotografato da Alberto Magliozzi.

«Aveva un forte impegno sociale, per denunciare la condizione femminile nei Paesi musulmani».

Ma la carriera non riesce più a decollare come lei sperava e Lyudmyla decide di reinventarsi. Nasce così il suo alter ego Mila Rich e nel 2012 torna sul set di Tutti pazzi per amore.

Nel frattempo prova anche la strada dell’imprenditoria e apre una boutique di lingerie, Amour Secret.

«Non mi piace stare ferma senza fare nulla e poi ho imparato la lezione. A ottobre aprirò un locale tutto mio, il Matrix, in via di San Saba. Ora sto più attenta a chi frequento e gli inviti a cena li farò io».

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