Dylan Dog, Tiziano Sclavi torna a scrivere le avventure dell’Indagatore dell’Incubo

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Nel 2006, alla vigilia del ventesimo anniversario del celebre fumetto, il suo creatore firma “Ucronìa”, il numero 240 della serie, disegnato da Franco Saudelli.

Un ritorno atteso dagli appassionati di fumetti: Tiziano Sclavi riprende in mano le avventure di Dylan Dog, il personaggio da lui creato che ha rivoluzionato il fumetto popolare italiano.

Lo sceneggiatore firma infatti i testi di Ucronìa, il numero 240 della celebre serie pubblicata da Sergio Bonelli Editore, in uscita nell’agosto 2006, con i disegni del maestro Franco Saudelli.

Un ritorno che assume un significato particolare: nell’ottobre dello stesso anno, infatti, Dylan Dog festeggerà il suo ventesimo compleanno. L’albo rappresenta così una sorta di anticipazione delle celebrazioni dedicate all’Indagatore dell’Incubo, diventato nel corso degli anni uno dei personaggi più amati del fumetto italiano.

“Ucronìa”, una storia tra mistero e realtà parallele

Al centro della vicenda c’è Brett, un uomo ricco, elegante, sempre alla moda e vestito con abiti firmati dalla testa ai piedi. Eppure qualcosa, nel suo comportamento, non convince Vera, l’affascinante modella che lo accompagna.

La donna sospetta infatti che Brett sia uno “swasser”, qualcuno che esiste e non esiste allo stesso tempo.

Intanto, su Londra accadono fatti sempre più inspiegabili: scimmie in uniforme militare sorvolano la città a bordo del dirigibile Hindenburg, mentre Andreas Schmitt sembra essere l’unico ad accorgersi di un gigantesco complotto per dominare il mondo.

A rendere ancora più intricata la situazione interviene il bizzarro professor Knock, impegnato nelle sue riflessioni sulla teoria dei quanti.

Sarà proprio la sua mente geniale ad aiutare Dylan Dog a districare una matassa imprevedibile e surreale, in una storia dove nulla sembra essere davvero ciò che appare.

Un’avventura che riporta i lettori nelle atmosfere più visionarie e inquietanti dell’universo creato da Sclavi, tra enigmi, paradossi e realtà che si confondono.

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