Paolo Sassanelli, dal dottor Oscar di “Un medico in famiglia” al cinema d’autore
Per il grande pubblico sarà sempre anche il dottor Oscar Nobili di Un medico in famiglia, uno dei personaggi più longevi e amati della celebre serie di Raiuno. Ma Paolo Sassanelli è molto di più: attore di teatro, cinema e televisione, regista e sceneggiatore, ha costruito in oltre quarant’anni di carriera un percorso fatto di commedia e ruoli drammatici, grandi successi popolari e cinema d’autore.
DALLA PUGLIA AL TEATRO
Paolo Sassanelli nasce a Bari il 29 ottobre 1958.
La recitazione entra presto nella sua vita. Dopo le prime esperienze nella sua città, si forma artisticamente soprattutto attraverso il teatro, che rimarrà sempre uno dei punti fermi della sua carriera.
Negli anni Ottanta lavora con diverse compagnie e registi e comincia a farsi conoscere come interprete capace di muoversi con naturalezza tra registri molto diversi.
Ha una recitazione asciutta, ironica, mai eccessiva, e una caratteristica che nel tempo diventerà uno dei suoi punti di forza: la capacità di rendere credibili anche i personaggi apparentemente più comuni.
Parallelamente al palcoscenico arrivano il cinema e la televisione.
IL CINEMA E I PRIMI RUOLI
Tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta Sassanelli compare in numerose produzioni cinematografiche e televisive, costruendo progressivamente una carriera da caratterista.
Lavora, tra gli altri, con Giuseppe Piccioni, che lo dirige in Chiedi la luna, e con Silvio Soldini in Un’anima divisa in due.
Sono anni nei quali Paolo alterna continuamente teatro, set cinematografici e televisione, senza legarsi a un unico genere.
La grande popolarità, però, arriva alla fine del decennio.
OSCAR NOBILI IN UN MEDICO IN FAMIGLIA
Nel 1998 entra nel cast di una nuova serie destinata a diventare uno dei più grandi fenomeni della televisione italiana: Un medico in famiglia.
Paolo interpreta il dottor Oscar Nobili, collega e grande amico di Lele Martini, interpretato da Giulio Scarpati.
Inizialmente Oscar è soprattutto uno dei medici della ASL attorno alla quale ruotano molte delle vicende della serie, ma con il passare delle stagioni il personaggio acquista sempre maggiore spazio e profondità.
Oscar è ironico, sensibile, talvolta impacciato e diventa rapidamente uno dei volti più familiari della fiction.
Sassanelli rimane legato a Un medico in famiglia praticamente per tutta la sua lunga storia televisiva, fino alla decima e ultima stagione trasmessa nel 2016.
UN PERSONAGGIO IMPORTANTE PER LA TV ITALIANA
Anche la vita privata di Oscar diventa progressivamente centrale nella serie.
Il medico scopre di essere padre di Emiliano, ma soprattutto il personaggio permette alla fiction familiare di Raiuno di affrontare il tema dell’omosessualità con una normalità ancora poco frequente nella televisione generalista italiana di quegli anni.
Oscar vive diverse relazioni sentimentali e la sua omosessualità non viene utilizzata soltanto come elemento comico o provocatorio, ma entra naturalmente nella costruzione del personaggio.
Per Sassanelli quel ruolo diventa inevitabilmente una sorta di seconda identità agli occhi del pubblico.
Ma mentre milioni di telespettatori lo riconoscono come “il dottor Oscar”, lui continua a fare tutt’altro.
DA LA CAPAGIRA A SONG’E NAPULE
Il legame con la Puglia rimane molto forte anche nel cinema.
Nel 1999 Paolo Sassanelli partecipa a LaCapaGira di Alessandro Piva, film diventato negli anni un piccolo cult del cinema pugliese.
Successivamente lavora in moltissime altre produzioni, passando con grande facilità dai film popolari alle opere più indipendenti.
È nel cast di Santa Maradona di Marco Ponti e negli anni successivi compare in film come Cado dalle nubi di Gennaro Nunziante con Checco Zalone.
Nel 2013 i Manetti Bros. lo scelgono per Song’e Napule, commedia musicale e poliziesca che conquista pubblico e critica.
Sassanelli interpreta il commissario Cammarota, in una storia che mescola criminalità, musica neomelodica, azione e ironia.
L’ISPETTORE COLIANDRO
Il rapporto con i Manetti Bros. continua anche in televisione.
Sassanelli entra infatti nell’universo de L’ispettore Coliandro, la serie cult interpretata da Giampaolo Morelli, vestendo i panni dell’ispettore Gamberini.
Ancora una volta si trova perfettamente a proprio agio in un racconto nel quale commedia e poliziesco convivono continuamente.
Nel corso degli anni la sua presenza televisiva spazia comunque tra numerose fiction e serie, confermandolo come uno dei caratteristi più riconoscibili del piccolo schermo italiano.
NON SOLO ATTORE: LA REGIA
A un certo punto Paolo Sassanelli decide di passare anche dall’altra parte della macchina da presa.
Dopo alcune esperienze con i cortometraggi, nel 2018 firma il suo primo lungometraggio da regista, Due piccoli italiani.
Non si limita a dirigerlo: ne è anche interprete e partecipa alla sceneggiatura.
Accanto a lui c’è Francesco Colella.
Il film racconta il viaggio tragicomico di due uomini che lasciano una comunità pugliese e si ritrovano catapultati in un’Europa completamente diversa da quella che conoscono.
Una commedia tenera e surreale che permette a Sassanelli di portare dietro la macchina da presa quella stessa attenzione per i personaggi fragili, buffi e profondamente umani che ha sempre caratterizzato il suo lavoro di attore.
IL LEGAME CON LA PUGLIA
Nonostante una carriera trascorsa tra Roma, set cinematografici e tournée teatrali, la Puglia è rimasta una presenza costante nella vita artistica di Paolo Sassanelli.
Il suo cinema racconta spesso il Sud senza trasformarlo in una cartolina.
Lo fa attraverso personaggi, accenti, contraddizioni e quella particolare ironia capace di convivere con la malinconia.
Anche per questo è diventato uno dei volti più rappresentativi di quella generazione di attori pugliesi che ha accompagnato la grande crescita del cinema prodotto e ambientato nella regione.
LA VITA PRIVATA
Molto più esposto professionalmente che nella vita privata, Paolo Sassanelli ha sempre mantenuto una certa riservatezza sulla propria famiglia.
È sposato con l’attrice e regista Marit Nissen, artista di origine tedesca con una lunga esperienza nel teatro italiano.
Anche nella sua vita personale, quindi, il teatro e la recitazione occupano un posto importante.
PAOLO SASSANELLI OGGI
Negli anni Paolo Sassanelli non ha mai inseguito il ruolo del protagonista a tutti i costi.
Ha preferito costruire una carriera nella quale un personaggio secondario può diventare memorabile quanto quello principale.
È probabilmente anche questo il segreto della longevità del suo percorso.
Teatro, cinema, fiction, cortometraggi, sceneggiatura e regia: Sassanelli continua a muoversi tra linguaggi differenti conservando quello stile apparentemente semplice che lo ha reso immediatamente riconoscibile.
Per milioni di italiani rimane il simpatico dottor Oscar Nobili di Un medico in famiglia. Ma dietro quel camice c’è uno degli attori più versatili della sua generazione, capace di attraversare oltre quarant’anni di spettacolo italiano senza mai smettere di cambiare ruolo.