Bridget Fonda, talentuosa figlia d’arte
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Nipote del leggendario Henry Fonda e figlia di Peter Fonda, Bridget Fonda è stata uno dei volti più affascinanti del cinema americano degli anni Novanta. Poi, quando era ancora nel pieno della carriera, ha scelto di lasciare Hollywood e cambiare completamente vita.
Essere una Fonda a Hollywood significa portare sulle spalle uno dei cognomi più importanti della storia del cinema. Bridget Fonda, però, è riuscita a dimostrare presto di possedere un talento tutto suo.
Nata a Los Angeles il 27 gennaio 1964, Bridget appartiene a una vera dinastia di attori. Suo nonno era Henry Fonda, indimenticabile protagonista del cinema americano; suo padre Peter Fonda, star di Easy Rider, mentre sua zia è Jane Fonda, attrice due volte premio Oscar.
Sua madre, Susan Jane Brewer, era un’artista. Bridget cresce quindi circondata dal mondo dello spettacolo, anche se il matrimonio dei genitori finisce quando lei è ancora una bambina.
Il debutto e il successo
Il cinema entra prestissimo nella sua vita. Da bambina appare in Easy Rider, il film del 1969 interpretato e cosceneggiato dal padre Peter, ma è molti anni più tardi che decide di intraprendere seriamente la carriera di attrice.
Studia recitazione alla Tisch School of the Arts della New York University e, durante gli anni Ottanta, comincia a ottenere i primi ruoli importanti.
Nel 1989 arriva una delle occasioni decisive con Scandal – Il caso Profumo, nel quale interpreta Mandy Rice-Davies. La sua prova le vale una candidatura ai Golden Globe e contribuisce a far conoscere il suo nome anche al di fuori degli Stati Uniti.
Nello stesso periodo partecipa a New York Stories e successivamente entra nel cast de Il padrino – Parte III di Francis Ford Coppola.
Gli anni Novanta e la consacrazione
È soprattutto negli anni Novanta che Bridget Fonda diventa una delle attrici più richieste della sua generazione.
Nel 1992 è protagonista insieme a Jennifer Jason Leigh del thriller Inserzione pericolosa (Single White Female), diventato uno dei titoli simbolo della sua carriera.
Nello stesso anno recita nella commedia romantica Singles – L’amore è un gioco di Cameron Crowe, mentre nel 1993 è accanto a Nicolas Cage in Nome in codice: Nina, remake americano del film Nikita di Luc Besson.
Bridget riesce a passare con naturalezza dal thriller alla commedia, dal cinema indipendente alle grandi produzioni hollywoodiane. Nel 1994 è nuovamente accanto a Nicolas Cage nella commedia romantica Può succedere anche a te e negli anni successivi lavora in film come Jackie Brown di Quentin Tarantino, dove interpreta la svampita Melanie Ralston, e Soldi sporchi di Sam Raimi, accanto a Bill Paxton e Billy Bob Thornton.
Tra i titoli più popolari della sua carriera c’è anche Lake Placid del 1999, horror avventuroso diventato negli anni un piccolo cult.
Bella, elegante e dotata di una sensualità mai ostentata, Bridget Fonda diventa così uno dei volti più riconoscibili del cinema americano degli anni Novanta.
L’amore per Danny Elfman e l’addio al cinema
All’inizio degli anni Duemila, però, qualcosa cambia.
Nel 2003 Bridget Fonda rimane coinvolta in un grave incidente automobilistico a Los Angeles. Nello stesso anno sposa il compositore Danny Elfman, celebre autore di colonne sonore e storico collaboratore del regista Tim Burton.
Nel 2005 nasce il loro figlio Oliver.
Nel frattempo Bridget ha già smesso di recitare. La sua ultima apparizione risale infatti al 2002, nel film televisivo Snow Queen.
Non c’è un grande annuncio d’addio né una lunga tournée per salutare il pubblico: semplicemente, Bridget Fonda si allontana da Hollywood e sceglie una vita molto più riservata, dedicandosi alla famiglia.
Negli anni successivi le sue apparizioni pubbliche diventano rarissime e, quando i fotografi tornano a immortalarla dopo molto tempo, il cambiamento rispetto all’immagine della diva degli anni Novanta suscita inevitabilmente grande curiosità.
A chi le ha chiesto se desiderasse tornare a recitare, Bridget ha però fatto capire di non averne intenzione e di essere felice della vita costruita lontano dai set.
Una Fonda diversa dalle altre
La sua filmografia si è quindi interrotta quando aveva appena 38 anni, lasciando inevitabilmente il dubbio su quali altri ruoli avrebbe potuto interpretare.
Ma forse proprio questa scelta rende particolare la storia di Bridget Fonda.
Nata in una famiglia che ha fatto la storia di Hollywood, avrebbe potuto continuare a vivere sotto i riflettori. Invece, dopo essere riuscita a conquistare un posto nel cinema grazie anche al proprio talento, ha scelto volontariamente di scomparire dalle scene.
E oggi rimane soprattutto il ricordo di quella ragazza bionda, raffinata e apparentemente fragile che negli anni Novanta seppe essere romantica, ironica, sensuale e inquietante. Una Fonda di nome, certamente, ma un’attrice con un’identità tutta sua.











