Massimo Ghini, romano de Roma: «La Capitale è il mio luogo dell’anima»

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Dai vicoli di Campo de’ Fiori alle trattorie del centro storico, passando per Cinecittà, la musica dal vivo e la passione per la Roma. Massimo Ghini racconta la sua città attraverso ricordi, sapori e luoghi del cuore.

Romano di nascita e di cuore, Massimo Ghini è uno degli attori più versatili e apprezzati dello spettacolo italiano. Nato a Roma nel 1954, ha attraversato con successo il cinema, il teatro e la televisione, passando con naturalezza dai ruoli comici a quelli drammatici e lavorando con grandi maestri come Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Francesco Rosi e Paolo Virzì.

Tra le sue interpretazioni più celebri c’è quella dell’arrogante onorevole Valenzani in Compagni di scuola, il film di Carlo Verdone diventato un cult della commedia italiana. Ma Ghini ha dimostrato il suo talento anche in ruoli di grande intensità, come quello di Primo Levi ne La tregua di Francesco Rosi, accanto a John Turturro.

Accanto alla recitazione, ha coltivato altre due grandi passioni: la politica e il calcio. È stato responsabile della Cultura del Partito Democratico nel Lazio, ha ricoperto incarichi sindacali a tutela degli attori e non ha mai nascosto il suo amore per la squadra giallorossa.

Ma c’è soprattutto una passione che accompagna tutta la sua vita: Roma.

Una città che Ghini conosce profondamente, della quale ama le contraddizioni, la storia, le piazze, i vicoli e persino i profumi che escono dalle finestre delle case del centro.

Per lui Roma non è soltanto il luogo in cui è nato e cresciuto, ma un universo di ricordi e sentimenti. Un legame indissolubile, che emerge dalle sue parole mentre ci accompagna alla scoperta della Capitale più autentica.

«Roma è il mio luogo dell’anima»

Massimo, qual è il suo posto del cuore?

«È Roma. Per me è un luogo dell’anima. È una città con tanti centri ed è magica proprio per questo».

Un ristorante dove mangiare bene?

«La Rosetta e Il Sanlorenzo, che offrono piatti veramente ottimi a pochi passi dal Pantheon».

Qual è il monumento più bello della Capitale?

«Roma è come una corona tempestata di gioielli preziosi, che sono le chiese. Mi commuovo di fronte alla loro bellezza. E poi mi piace il murales di Francesco Totti nel rione Monti».

Il suo piatto romano preferito?

«La trippa con la menta e il pecorino».

Dai locali notturni alla magia di Cinecittà

Un locale notturno dove andare ad ascoltare musica?

«Sono stato uno dei padri tutelari de Il Locale. Con Fabrizio Bentivoglio e Rocco Papaleo andavamo tutte le sere ad ascoltare musica dal vivo».

Qual è il luogo di Roma che la rappresenta di più?

«Cinecittà, perché è il paese dei balocchi dove nascono storie fantastiche. È il luogo in cui prende forma il mestiere dell’attore, tra le maestranze, le star e le comparse».

Perché un turista dovrebbe scegliere Roma per le proprie vacanze?

«Perché Roma è il cuore della storia e della civiltà mondiale».

Campo de’ Fiori e piazza Navona: le due anime della città

C’è un angolo particolare della Capitale che consiglierebbe di visitare?

«La piazzetta della Madonna del Dito Spezzato, che si trova a Campo de’ Fiori. All’inizio di via del Pellegrino, sulla sinistra, c’è un piccolo archetto con la Madonnina che si affaccia su un suggestivo borghetto medievale».

E un piccolo itinerario da suggerire a chi vuole scoprire la Roma più autentica?

«Tra i vicoli che vanno da Campo de’ Fiori a piazza Navona si trova tutta la bellezza storica di Roma. Sono le due anime della città: Campo de’ Fiori è la piazza del popolo, mentre piazza Navona è quella dei nobili».

«Il profumo di Roma? Quello del sugo che arriva dalle finestre»

Qual è, per lei, il profumo che rappresenta Roma?

«L’odore del sugo che arriva dalle viuzze del centro. Per uno come me, che viene dal popolo, è il profumo della memoria».

Ed è forse proprio quest’ultima risposta a raccontare meglio di tutte il rapporto tra Massimo Ghini e la sua città.

Perché, dietro la Roma monumentale delle chiese, delle piazze e dei palazzi storici, esiste un’altra Capitale, fatta di gesti quotidiani, di famiglie, di tavole apparecchiate e di ricordi che riaffiorano all’improvviso.

È la Roma popolare che Ghini porta nel cuore, quella che ha conosciuto prima ancora di diventare un attore affermato.

Una città che cambia continuamente, ma che conserva intatta la capacità di emozionare chi sa guardarla con gli occhi dell’amore.

E per Massimo Ghini, romano de Roma, non potrebbe essere altrimenti.

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