ARNOLD, LA MALEDIZIONE DELLA SERIE TV: CHE FINE HANNO FATTO I PROTAGONISTI?

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Negli anni Ottanta facevano ridere milioni di telespettatori. Arnold, Willis e Kimberly vivevano in un lussuoso appartamento di Manhattan insieme con il signor Drummond e sembravano una delle famiglie più felici della televisione. Ma, una volta spenti i riflettori, per i giovani protagonisti de Il mio amico Arnold cominciò una storia completamente diversa: malattie, droga, arresti, processi e morti premature. Tanto che negli Stati Uniti si è parlato a lungo della “maledizione” di Diff’rent Strokes.

«Che cavolo stai dicendo, Willis?». Bastano queste parole per riportare indietro nel tempo un’intera generazione.

A pronunciarle era Arnold Jackson, il bambino irresistibile interpretato da Gary Coleman nella serie americana Diff’rent Strokes, arrivata in Italia con il titolo Il mio amico Arnold. Piccolissimo, con due guance inconfondibili e una mimica irresistibile, Arnold viveva insieme con il fratello Willis nella splendida casa del ricco vedovo Philip Drummond, che aveva accolto i due ragazzi rimasti senza madre.

C’erano poi Kimberly, la figlia di Drummond, e la governante, la signora Garrett.

Era una sitcom familiare, divertente, rassicurante. Eppure, con il passare degli anni, la storia vera dei suoi protagonisti è diventata molto più drammatica di qualsiasi sceneggiatura.

Al punto che, soprattutto negli Stati Uniti, qualcuno ha cominciato a parlare addirittura della “maledizione di Arnold”.

GARY COLEMAN: ARNOLD, IL BAMBINO CHE NON POTEVA CRESCERE

Il volto simbolo della serie era naturalmente Gary Coleman.

Aveva appena dieci anni quando, nel 1978, diventò Arnold e conquistò il pubblico americano. Il suo aspetto da eterno bambino, però, nascondeva una grave condizione di salute: Coleman soffriva fin dalla nascita di una malattia renale e dovette sottoporsi a dialisi e a due trapianti di rene. Le cure contribuirono a bloccarne la crescita e da adulto raggiunse un’altezza di circa un metro e 42.

Il successo fu enorme, ma dopo la fine della serie la sua vita diventò sempre più complicata. Arrivarono problemi economici, familiari e giudiziari e Coleman faticò a liberarsi dall’immagine del bambino che lo aveva reso famoso.

Poi, nel maggio del 2010, la tragedia.

Gary cadde nella sua casa nello Utah e batté violentemente la testa. Ricoverato in ospedale, le sue condizioni peggiorarono a causa di un’emorragia cerebrale. Morì il 28 maggio. Aveva soltanto 42 anni.

Arnold, il bambino che in televisione sembrava non crescere mai, se ne era andato giovanissimo.

DANA PLATO: LA FINE TRAGICA DI KIMBERLY

Ancora più tormentata fu la vita di Dana Plato, la bionda Kimberly Drummond.

Nella serie era la figlia adolescente del signor Drummond, la sorella maggiore che Arnold e Willis trovavano nella loro nuova famiglia. Fuori dal set, però, Dana non riuscì a conservare il successo conquistato da giovanissima.

Dopo Arnold la sua carriera entrò in crisi e nella sua vita comparvero problemi di dipendenza e con la giustizia. Nel 1991 venne arrestata dopo una rapina in una videoteca di Las Vegas; l’anno successivo ebbe nuovamente problemi con la legge per una prescrizione falsificata.

L’8 maggio 1999 Dana Plato morì per un’overdose di farmaci. Aveva appena 34 anni. La morte venne successivamente classificata come suicidio.

Ma alla sua storia si aggiunse, undici anni più tardi, un particolare ancora più sconvolgente.

Il figlio Tyler Lambert, che aveva sofferto profondamente per la perdita della madre, morì suicida nel maggio del 2010 a soli 25 anni, quasi undici anni esatti dopo di lei.

TODD BRIDGES: WILLIS È IL SOPRAVVISSUTO

E poi c’è Todd Bridges, il Willis al quale Arnold rivolgeva la sua celebre battuta.

La sua è forse la storia che più di tutte dimostra perché parlare semplicemente di una “maledizione” rischia di nascondere vicende umane molto più complesse.

Anche Bridges, una volta terminata la serie, precipitò nella dipendenza dalle droghe e affrontò numerosi problemi con la giustizia. Nel 1989 finì sotto processo con l’accusa di tentato omicidio per la sparatoria contro uno spacciatore. Fu assolto dall’accusa di tentato omicidio e successivamente anche dall’accusa di aggressione con arma da fuoco.

A differenza dei suoi giovani compagni di set, però, Todd riuscì a salvarsi.

Combatté contro le dipendenze, ricostruì la propria vita e continuò a lavorare nel mondo dello spettacolo.

Oggi è lui il grande sopravvissuto di quella famiglia televisiva.

IL SIGNOR DRUMMOND E LA SIGNORA GARRETT

Destino completamente diverso per gli adulti della serie.

Conrad Bain, l’indimenticabile Philip Drummond, morì nel gennaio del 2013 a 89 anni. Negli anni aveva assistito con dolore alle vicende dei ragazzi che sul set erano stati quasi dei figli per lui. Todd Bridges raccontò addirittura che Bain era diventato per lui una sorta di vero padre.

Charlotte Rae, la signora Garrett, lasciò invece Arnold per diventare protagonista dello spin-off L’albero delle mele. È morta nel 2018 a 92 anni.

Due morti avvenute dunque in età avanzata e che non hanno nulla di “maledetto”.

MA ESISTE DAVVERO LA “MALEDIZIONE DI ARNOLD”?

Naturalmente no.

La “maledizione” è soltanto l’etichetta suggestiva con cui negli anni sono state riunite le disgrazie che hanno colpito alcuni componenti del cast.

Ma dietro questa espressione c’è una questione molto più reale: che cosa accade a un bambino quando diventa una star mondiale prima ancora di essere diventato adulto?

Gary Coleman, Dana Plato e Todd Bridges conobbero tutti la fama quando erano giovanissimi. Due di loro morirono prematuramente; il terzo attraversò anni di dipendenze e problemi giudiziari prima di riuscire a cambiare vita. Già dopo la morte di Coleman, l’Associated Press osservava come le loro storie rappresentassero un esempio particolarmente drammatico delle difficoltà che possono incontrare le giovani star una volta terminato il successo.

Ed è forse proprio questo l’aspetto più impressionante della storia di Arnold.

Sul piccolo schermo ogni problema si risolveva in una ventina di minuti, possibilmente con una battuta e un sorriso.

Nella vita vera, per i ragazzi di casa Drummond, non fu affatto così.

CHE FINE HANNO FATTO I PROTAGONISTI?

Gary Coleman – Arnold Jackson: morto nel 2010 a 42 anni dopo un’emorragia cerebrale conseguente a una caduta.
Dana Plato – Kimberly Drummond: morta nel 1999 a 34 anni per overdose di farmaci; la morte fu classificata come suicidio.
Todd Bridges – Willis Jackson: è vivo; dopo anni difficilissimi è riuscito a superare la dipendenza e a ricostruirsi una vita.
Conrad Bain – Philip Drummond: morto nel 2013 a 89 anni.
Charlotte Rae – Edna Garrett: morta nel 2018 a 92 anni.

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