Willem Dafoe e quello sguardo verso l’Italia e la sua Giada

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Alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia è il giorno di Willem Dafoe. L’attore statunitense naturalizzato italiano (è sposato dal 2005 con la regista e attrice Giada Colagrande, che lo ha accompagnato sul tappeto rosso) è la star di At Eternity’s Gate, film in concorso sugli ultimi anni di Vincent Van Gogh, con Dafoe che dà il volto proprio al celebre pittore olandese.

Attenzione però, non si tratta di un biopic ma di un insieme di scene ispirate ad alcuni dipinti dell’artista, eventi della sua vita accettati come fatti realmente accaduti e dicerie di vario tipo.

Giada Colagrande

Ecco alcuni frammenti della conferenza stampa di Dafoe:

Ormai si sente italiano?
“Non saprei. A Roma abito con mia moglie (la regista Giada Colagrande, ndr). Nel nostro quartiere abbiamo molti amici. Conosco e amo l’Italia”.

Le piacerebbe lavorare qui con registi italiani?
“Sicuramente. Con Mario Martone, Pappi Corsicato, Sorrentino e Garrone, che abitano nel mio quartiere. Con Abel Ferrara, che è pure mio vicino, abbiamo sempre tanti progetti. E naturalmente con mia moglie Giada”.

Da americano come si sente con “i muri” di Trump?
“Sono un americano per modo di dire. Lo sono culturalmente, ma da anni viaggio per il mondo e quando torno negli Stati Uniti mi sento più come uno di fuori che guarda il paese.

Gli americani sono persone generose, ma lavorano come cani, c’è un sistema di assistenza crudele, non c’è nessun welfare, devono fare da sé, devono lottare duramente nella vita quotidiana, non viaggiano, non sono curiosi e sono cresciuti nella convinzione di essere nel migliore posto del mondo. Sono stati fregati, ingannati ed è da lì che viene la rabbia. Trump? Continuano a farsi ingannare… e dalla persona più sbagliata”.


Giada Colagrande
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