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Franco Saudelli, il maestro italiano del fumetto fetish

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Franco Saudelli, nato a Latina il 4 agosto 1952, è un fumettista, illustratore e sceneggiatore italiano, diventato celebre anche all’estero grazie a uno stile immediatamente riconoscibile e a un universo femminile nel quale ironia, sensualità, bondage e feticismo si mescolano continuamente.

Dopo gli esordi professionali, nel 1978 comincia a collaborare con Lanciostory, dove disegna numerose storie e lavora fino alla prima metà degli anni Ottanta.

Successivamente approda alle grandi riviste del fumetto d’autore, da Orient Express a Comic Art, sviluppando progressivamente uno stile sempre più personale. Proprio sulle pagine di Orient Express, nel 1984, nasce uno dei suoi primi personaggi importanti: Otto Zaccaria Porfiri, detective privato graficamente ispirato a Orson Welles.

Saudelli ne scrive e disegna sette storie, pubblicate nell’arco di un decennio su riviste come Orient Express, Comic Art e Nero.

LA BIONDA E IL SUCCESSO INTERNAZIONALE

Ma il personaggio destinato a diventare il vero simbolo della sua arte arriva nel 1987. È La Bionda, affascinante e maldestra ladra liberamente ispirata, nelle fattezze, all’attrice Kathleen Turner.

Con lei Saudelli trova la formula che lo renderà riconoscibile in tutto il mondo. Le storie sono sensuali e trasgressive, ma anche fortemente ironiche: corde, calze, tacchi a spillo e soprattutto piedi femminili diventano elementi ricorrenti di un immaginario grafico ormai inconfondibile.

Il bondage e il feticismo, infatti, attraversano gran parte della sua produzione erotica, ma spesso con un tono giocoso e quasi paradossale. Le avventure della Bionda conquistano così anche il mercato internazionale e il personaggio diventa la creazione più famosa di Saudelli.

Negli anni il disegnatore collabora con numerose riviste italiane e straniere e porta avanti anche progetti nei quali fumetto, illustrazione e fotografia si incontrano. Importante è inoltre la collaborazione artistica con Giovanna Casotto, con la quale Saudelli ha condiviso anche alcuni anni della sua vita privata.

DA TINTO BRASS A DYLAN DOG

Il suo universo artistico, dominato da una femminilità prorompente e da una sensualità volutamente provocatoria, lo porta naturalmente a incrociare anche altri protagonisti dell’erotismo italiano, tra cui Tinto Brass.

Ma Saudelli non è soltanto l’autore delle sue celebri donne legate e dei suoi piedi femminili. Nel 1996 entra infatti nell’universo di Dylan Dog, debuttando con il numero 119, L’occhio del gatto, scritto da Tiziano Sclavi. Da quel momento realizza numerose storie dell’Indagatore dell’Incubo per la Sergio Bonelli Editore, mostrando un lato diverso del suo talento grafico.

Una collaborazione importante che conferma la sua capacità di muoversi anche lontano dal fumetto erotico, pur senza rinunciare alla forza e all’eleganza del proprio tratto.

I PREMI

Il talento di Franco Saudelli viene riconosciuto molto presto anche dalla critica. Nel 1982 riceve il Premio Albertarelli riservato ai giovani autori e nel 1986 conquista il prestigioso Yellow Kid come miglior disegnatore italiano.

Una carriera lunga e fuori dagli schemi, costruita attraverso fumetto popolare, fumetto d’autore, noir, erotismo e illustrazione. Ma nell’immaginario dei suoi lettori Saudelli rimane soprattutto l’uomo che ha trasformato una passione molto personale in una vera cifra artistica: basta una corda, un tacco a spillo o un piede femminile per riconoscere immediatamente una sua tavola.

LE MUSE DI SAUDELLI: DAL DISEGNO ALLA FOTOGRAFIA

Dietro le donne disegnate da Franco Saudelli non c’è soltanto la fantasia. Nel corso degli anni il fumettista ha spesso utilizzato anche la fotografia per studiare pose, espressioni, piedi, corde e quelle atmosfere fetish diventate uno dei suoi marchi di fabbrica.

Tra le donne che hanno condiviso con lui arte e vita c’è stata Giovanna Casotto, fumettista e illustratrice con la quale Saudelli ha avuto anche una relazione sentimentale. La loro collaborazione ha unito due personalità destinate a diventare protagoniste del fumetto erotico italiano.

Successivamente un’altra delle sue muse è stata l’attrice Raffaella Ponzo, che per Saudelli ha posato in numerosi scatti ispirati proprio al suo universo: un po’ pin-up anni Cinquanta, un po’ fetish girl, tra tacchi, piedi nudi, corde e situazioni giocate sempre sul confine tra sensualità e ironia.

Raffaella è apparsa anche sulla copertina del volume Barefoot & Bondage Photo Fantasies, nel quale Saudelli porta direttamente la sua passione per la fotografia all’interno dell’immaginario che i suoi lettori avevano imparato a conoscere attraverso i fumetti.

Un gioco continuo tra donna reale e donna disegnata: le modelle diventano fonte d’ispirazione per le tavole e, allo stesso tempo, sembrano trasformarsi davanti all’obiettivo nelle protagoniste in carne e ossa dell’universo creato da Saudelli.

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