Donne che vogliono tutto, la commedia di Rosario Galli sulla guerra tra uomini e donne

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Donne determinate, uomini travolti dagli eventi e un desiderio di maternità capace di mettere sottosopra ogni equilibrio. Con Donne che vogliono tutto, Rosario Galli porta in scena una commedia brillante sulla coppia, la famiglia e l’eterna, complicatissima guerra tra i sessi.

Dopo il successo romano al Teatro dell’Orologio, Donne che vogliono tutto arriva anche a Torino, al Teatro Gioiello, dove resta in scena dal 10 marzo al 19 maggio.

Scritta e interpretata da Rosario Galli, autore anche di commedie di grande successo come Uomini sull’orlo di una crisi di nervi e Chi ha detto che gli uomini preferiscono le bionde, la pièce è diretta da Luigi Russo e racconta con ironia una famiglia decisamente poco convenzionale.

Donne che vogliono tutto: la trama

Al centro della storia c’è Luca, interpretato dallo stesso Rosario Galli, un autore e compositore di mezza età che attraversa un periodo professionalmente complicato e che, anziché inseguire successo e denaro, preferirebbe starsene tranquillo a parlare di Epicuro.

Nella sua vita, però, di tranquillo c’è ben poco.

Luca vive con Giulia, interpretata da Pia Engleberth, una donna determinata, maniaca dell’ordine e soprattutto decisa ad avere un figlio prima che sia troppo tardi.

Il problema è che Luca un figlio lo ha già: Marco, interpretato da Gabriele Galli, che dopo un trauma ha smesso di parlare e comunica con il padre attraverso la musica, utilizzando canzoni e strumenti musicali al posto delle parole.

Un equilibrio già abbastanza complicato che viene definitivamente sconvolto dall’arrivo di altre due donne.

La prima è Marta, interpretata da Patricia Vezzuli, una vecchia fiamma di Luca che ricompare improvvisamente nella sua vita con un progetto molto preciso: anche lei vuole un figlio.

La seconda è Tina, interpretata da Danila Stalteri, un’esuberante e irresistibile tassista romana che finisce per diventare complice delle donne e contribuisce a trasformare la vita dei due uomini in un piccolo inferno domestico.

La maternità a tutti i costi

Dietro le risate, Donne che vogliono tutto affronta un argomento molto più serio: il desiderio di maternità e la paura che il tempo a disposizione per diventare madri possa finire.

Le protagoniste femminili sono donne forti, caparbie, spesso esagerate e disposte a ricorrere a stratagemmi e sotterfugi pur di raggiungere il proprio obiettivo.

Dall’altra parte ci sono uomini apparentemente più fragili e disorientati, che cercano rifugio nella filosofia e nella musica mentre intorno a loro il mondo cambia.

Il risultato è una sorta di moderna battaglia tra Marte e Venere, raccontata attraverso dialoghi serrati, equivoci, gelosie, vecchi amori che ritornano e situazioni sempre più paradossali.

Un figlio che parla soltanto attraverso la musica

Una delle trovate più originali dello spettacolo riguarda proprio Marco, il figlio di Luca.

Il ragazzo non parla, ma questo non significa affatto che non comunichi. Per rispondere al padre e agli altri personaggi utilizza infatti frammenti di canzoni, jingle e diversi strumenti musicali.

Nascono così alcuni dei momenti più divertenti della commedia: mentre Luca cerca disperatamente di ragionare con le donne che hanno invaso la sua vita, il figlio commenta quello che accade attraverso la musica.

A interpretarlo è Gabriele Galli, figlio anche nella vita di Rosario Galli, creando un curioso gioco tra realtà e finzione.

Il cast

Accanto a Rosario Galli troviamo Pia Engleberth, conosciuta dal grande pubblico anche per il ruolo della suora nella sitcom Belli dentro, Patricia Vezzuli, attrice vista in numerose produzioni televisive tra cui Vivere e Don Matteo, e Danila Stalteri, che interpreta la travolgente Tina.

Completa il gruppo Gabriele Galli, nel particolare ruolo del figlio Marco.

La regia è di Luigi Russo, mentre la scenografia colorata e volutamente quasi surreale è firmata da Giovanni Receputi.

Tra filosofia, televisione e talent show

Ma la guerra tra uomini e donne non è l’unico bersaglio della commedia.

Rosario Galli inserisce nel testo anche numerose frecciate al mondo dello spettacolo, alla televisione e alla ricerca della popolarità facile.

E mentre Luca continua ostinatamente a parlare di Epicuro, intorno a lui irrompe una società completamente diversa, dominata dalla velocità, dall’ambizione e dal desiderio di ottenere tutto e subito.

Nel mirino finiscono anche i talent show e quella televisione capace di regalare improvvisamente una notorietà magari effimera, ma irresistibile per chi da anni cerca la propria occasione.

CURIOSITÀ – Padre e figlio anche nella vita

Uno degli elementi più curiosi dello spettacolo è il rapporto tra Luca e Marco, interpretati rispettivamente da Rosario Galli e Gabriele Galli.

I due non sono padre e figlio soltanto sul palcoscenico: Rosario è davvero il padre di Gabriele.

Una complicità reale che diventa parte del meccanismo comico dello spettacolo, soprattutto nei divertenti dialoghi “impossibili” tra Luca, che parla continuamente, e Marco, che gli risponde soltanto attraverso la musica.

CURIOSITÀ – Una notte di passione raccontata con le ombre

Tra le trovate sceniche più apprezzate dello spettacolo c’è anche una sequenza nella quale quello che accade ai protagonisti durante una movimentata notte viene raccontato senza mostrare direttamente l’azione.

La regia di Luigi Russo sceglie infatti un divertente gioco di ombre, trasformando la situazione in una piccola gag teatrale e lasciando all’immaginazione del pubblico il resto.

Una soluzione semplice che nelle recensioni dell’epoca venne indicata come uno dei momenti più riusciti della messinscena.

Le recensioni: “Si ride, ma si riflette”

Donne che vogliono tutto ottenne numerosi giudizi positivi durante le rappresentazioni romane.

Le recensioni sottolinearono soprattutto il ritmo della commedia, l’affiatamento degli interpreti e la capacità di affrontare argomenti seri attraverso una comicità leggera.

Il Foyer parlò di uno spettacolo che «diverte con gusto ma lasciando spazio alla riflessione», mentre Persinsala sottolineò la capacità della pièce di raccontare «la storia più antica del mondo, l’incontro fra uomo e donna e le conseguenze che ne scaturiscono».

E forse è proprio qui il segreto di Donne che vogliono tutto: dietro le caricature, le donne agguerrite, gli uomini impauriti, gli equivoci e le battute, racconta qualcosa che continua a essere tremendamente familiare.

Due universi che sembrano non riuscire mai a capirsi completamente, ma che continuano ostinatamente a cercarsi.

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