In Under the Skin Scarlett Johansson affronta alcune delle scene più audaci della sua carriera. Ma dietro quel nudo, spiegava l’attrice, non c’era la volontà di sedurre: «È puro, come quello di un’opera d’arte».
Bellissima, sensuale e ormai star internazionale, nel 2013 Scarlett Johansson decide di sorprendere ancora una volta il pubblico. In Under the Skin, il visionario film diretto da Jonathan Glazer e presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, l’attrice americana appare infatti completamente nuda.
Una scelta importante, perché fino a quel momento Scarlett, nonostante fosse considerata da anni uno dei grandi sex symbol di Hollywood, non aveva mai affrontato sul grande schermo un nudo integrale di questo tipo.
Ma proprio lei teneva a chiarire un punto: quelle immagini non erano state pensate per essere erotiche.
«Non è un nudo sexy, è puro come quello di un’opera d’arte», spiegava parlando del film.
Una Scarlett completamente diversa
In Under the Skin Johansson interpreta una misteriosa creatura extraterrestre che assume le sembianze di una donna e percorre le strade della Scozia attirando uomini soli.
Un ruolo lontanissimo dai grandi film hollywoodiani ai quali il pubblico era abituato. Pochi dialoghi, atmosfere inquietanti e una protagonista che osserva il corpo umano quasi come se lo scoprisse per la prima volta.
È proprio per questo che il nudo diventa parte del racconto. Scarlett si guarda allo specchio, studia il proprio corpo e sembra cercare di comprendere cosa significhi essere umani e, soprattutto, essere una donna.
«Grazie a Jonathan Glazer le scene di nudo sono state molto naturali», raccontava l’attrice, pur ammettendo di aver avuto qualche comprensibile esitazione durante le riprese e di aver pensato alla possibilità che quelle immagini potessero essere estrapolate dal film e diffuse fuori dal loro contesto.
Girava per strada e molti uomini non sapevano che fosse lei
CURIOSITÀ
Una delle caratteristiche più sorprendenti di Under the Skin riguarda proprio il modo in cui fu girato. Diverse sequenze vennero realizzate per le strade della Scozia con telecamere nascoste.
Scarlett Johansson, con una parrucca scura e alla guida di un furgone, avvicinava realmente alcuni uomini incontrati per strada. Molti di loro inizialmente non sapevano di trovarsi davanti a Scarlett Johansson né di essere coinvolti nelle riprese di un film; successivamente veniva naturalmente richiesta l’autorizzazione per utilizzare le immagini.
Un esperimento quasi a metà strada tra cinema e realtà che permise a Jonathan Glazer di ottenere reazioni estremamente spontanee e contribuì all’atmosfera straniante del film.
«Il mio boyfriend è molto parigino»
In quel periodo Scarlett viveva anche una nuova fase sentimentale. Dopo la fine del matrimonio con Ryan Reynolds, raccontava di avere nuovamente qualcuno accanto.
«Frequento un uomo europeo. L’Europa mi è sempre piaciuta. Il mio boyfriend è molto parigino…».
L’uomo misterioso era Romain Dauriac, giornalista e pubblicitario francese. Quella che allora sembrava soltanto una nuova storia importante sarebbe diventata qualcosa di più: i due si sarebbero sposati nel 2014 e sarebbero diventati genitori della piccola Rose Dorothy.
Ma in quel momento, alla Mostra di Venezia, l’attenzione era tutta per una Scarlett Johansson come non l’avevamo mai vista: senza glamour, senza corazze e, letteralmente, senza vestiti, protagonista di uno dei film più particolari e coraggiosi della sua carriera.
Quando Scarlett adescava uomini veri per strada
Altro che comparse. Per rendere Under the Skin il più realistico possibile, il regista Jonathan Glazer escogitò un sistema decisamente insolito: mandare Scarlett Johansson per le strade di Glasgow alla ricerca di uomini veri, molti dei quali non sapevano di trovarsi dentro un film.
L’attrice guidava un furgone nel quale erano state nascoste diverse telecamere e fermava uomini incontrati casualmente per strada, chiedendo indicazioni e iniziando a conversare con loro. Con i capelli scuri, un accento inglese e un aspetto molto diverso dalla Scarlett glamour dei red carpet, sorprendentemente non veniva sempre riconosciuta.
La situazione diventava ancora più curiosa dopo. Quando un incontro funzionava per il film, la produzione doveva infatti rintracciare la persona appena ripresa, rivelarle che quella misteriosa donna era Scarlett Johansson e chiedere il consenso per utilizzare le immagini.
Alcuni degli uomini che vediamo interagire con lei, dunque, non stavano inizialmente recitando: le loro esitazioni, gli sguardi e la sorpresa erano autentici. Soltanto in un secondo momento alcuni vennero coinvolti più direttamente nella lavorazione.
Per Scarlett fu un’esperienza stranissima: una delle donne più famose del mondo poteva improvvisamente scoprire cosa sarebbe successo se fosse stata una sconosciuta qualunque che fermava un uomo per strada. Ed è proprio questa sottile confusione tra realtà e finzione a rendere Under the Skin un film così particolare.

