Site icon PALCOSCENICO

Ewa Aulin, da attrice a suocera di Giuseppe Conte

Please follow and like us:

Bellissima, bionda e con un fascino nordico che conquistò il cinema europeo degli anni Sessanta. Ewa Aulin arrivò in Italia appena maggiorenne e diventò in pochissimo tempo una delle attrici simbolo della commedia sexy e del cinema d’autore, lavorando con registi come Tinto Brass, Vittorio De Sica, Luigi Comencini e Lucio Fulci. Poi, all’apice della popolarità, scelse di lasciare il grande schermo per una vita lontana dai riflettori.

Oggi il suo nome è tornato spesso sulle pagine della cronaca non per il cinema, ma perché è la madre di Olivia Paladino, compagna dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Una ragazza svedese che conquistò Cinecittà

Ewa Aulin nasce a Landskrona, in Svezia, il 13 febbraio 1950. Figlia di un imprenditore e di una stilista, cresce tra la Svezia e Copenaghen e inizia prestissimo a lavorare come modella.

A soli sedici anni viene notata durante alcuni concorsi internazionali di bellezza. Il suo volto angelico e l’eleganza naturale attirano immediatamente l’attenzione del cinema italiano, che in quegli anni è alla continua ricerca di nuovi volti femminili.

Nel 1968 arriva così a Roma. Ha appena diciotto anni e Cinecittà è pronta ad accoglierla.

Il debutto con Tinto Brass

Il suo vero debutto è con Tinto Brass, che la sceglie come protagonista di Nerosubianco (1969), film destinato a diventare uno dei manifesti della rivoluzione sessuale di quegli anni.

Nel ruolo di Barbara, una giovane ragazza svedese che sconvolge la routine di una donna borghese interpretata da Anita Sanders, Ewa diventa immediatamente un’icona di sensualità moderna: non la femme fatale tradizionale, ma una ragazza libera, ironica e anticonformista.

Brass la definirà più volte una delle interpreti più spontanee con cui abbia lavorato.

La musa della commedia sexy

Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta Ewa Aulin diventa uno dei volti più richiesti del cinema italiano.

Recita accanto a Lando Buzzanca ne Il merlo maschio, lavora con Vittorio De Sica in Le coppie e interpreta numerose commedie brillanti che sfruttano la sua immagine di bionda sofisticata ma mai volgare.

Parallelamente arriva anche il successo internazionale grazie a Candy (1968), produzione americana tratta dal celebre romanzo di Terry Southern, dove divide il set con star come Marlon Brando, Richard Burton, Ringo Starr e Charles Aznavour.

Per una ragazza di appena diciott’anni è un trampolino straordinario.

Dal cinema d’autore all’horror

Ewa non rimane però confinata alla commedia.

Lavora con Luigi Comencini, Lucio Fulci, Giuliano Montaldo e partecipa anche a produzioni francesi, tedesche e inglesi. La sua filmografia attraversa generi molto diversi: dal thriller psicologico all’horror, fino al cinema sentimentale.

Tra i titoli più ricordati figurano La corta notte delle bambole di vetro, La ragazza di nome Giulio e Il sorriso del grande tentatore.

In meno di dieci anni gira oltre trenta film.

L’addio improvviso alle scene

Eppure, quando la carriera sembra nel pieno della maturità, Ewa sorprende tutti.

Alla fine degli anni Settanta decide di abbandonare quasi completamente il cinema. Non per mancanza di offerte, ma per una scelta personale: preferisce costruire una vita più riservata e dedicarsi alla famiglia.

È una decisione piuttosto rara per un’attrice così giovane e già affermata.

Negli anni successivi apparirà soltanto in poche occasioni pubbliche, mantenendo sempre un profilo molto discreto.

La famiglia Paladino

La vita privata di Ewa Aulin si intreccia con una delle famiglie imprenditoriali più note di Roma.

Dalla relazione con l’imprenditore Cesare Paladino, proprietario dello storico Hotel Plaza di Via del Corso, nasce Olivia Paladino.

Olivia cresce lontano dal mondo dello spettacolo, si laurea in Comunicazione e intraprende un percorso professionale nel settore manageriale e alberghiero.

Nel 2019 il suo nome diventa improvvisamente popolarissimo quando viene resa pubblica la relazione con Giuseppe Conte, allora presidente del Consiglio.

La suocera più riservata della politica italiana

Da quel momento anche Ewa Aulin torna indirettamente al centro dell’attenzione.

Molti scoprono che la compagna di Giuseppe Conte è figlia proprio della bionda attrice che aveva fatto sognare il cinema italiano negli anni Sessanta. Eppure Ewa continua a mantenere il suo stile: pochissime interviste, nessuna esposizione mediatica e una vita volutamente lontana dal gossip.

Una scelta coerente con quella presa quasi cinquant’anni fa, quando decise di lasciare il set nel momento in cui avrebbe potuto diventare una delle grandi dive del cinema europeo.

L’eredità di Ewa Aulin

Oggi Ewa Aulin occupa un posto particolare nella storia del nostro cinema. Non è stata soltanto una delle attrici più affascinanti della sua generazione, ma anche il simbolo di un’epoca in cui il cinema italiano sapeva mescolare eleganza, provocazione e sperimentazione.

Da musa di Tinto Brass a protagonista della commedia sexy, fino alla scelta di una vita lontana dai riflettori, la sua storia dimostra che il successo può avere molte forme. E che, a volte, il gesto più sorprendente è proprio quello di saper dire addio alla celebrità nel momento in cui tutti la inseguono ancora.

Please follow and like us:
Exit mobile version