“Il Codice da Vinci”, Dan Brown vince la causa per plagio
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Nessun plagio per “Il Codice da Vinci”. Dan Brown e la sua casa editrice Random House vincono la causa intentata da Michael Baigent e Richard Leigh, autori del saggio “The Holy Blood and the Holy Grail”, che accusavano lo scrittore americano di aver utilizzato le loro tesi per costruire il bestseller diventato un fenomeno mondiale.
Dan Brown può tirare un sospiro di sollievo. L’autore de Il Codice da Vinci e la sua casa editrice, Random House, hanno vinto la causa per plagio intentata da Michael Baigent e Richard Leigh.
I due sostenevano che Brown avesse ripreso il tema centrale del suo fortunatissimo romanzo da The Holy Blood and the Holy Grail, pubblicato in Italia con il titolo Il Santo Graal.
Immediata la reazione dello scrittore americano: «La sentenza odierna mostra che questa pretesa era assolutamente priva di fondamento», ha dichiarato in un comunicato. «Sono ancora allibito all’idea che questi due autori abbiano deciso di adire le vie legali».
Secondo Baigent e Leigh, nel bestseller di Brown sarebbero state riprese alcune delle tesi centrali del loro saggio: l’ipotesi che Gesù Cristo fosse sopravvissuto alla crocifissione, avesse sposato Maria Maddalena e avuto dei figli con lei, dando così origine a una discendenza che sarebbe stata protetta nei secoli e sarebbe arrivata fino ai giorni nostri.
Una vicenda giudiziaria seguita con particolare attenzione anche dal mondo del cinema. Una decisione favorevole ai due autori avrebbe infatti potuto creare problemi alla distribuzione dell’attesissimo film tratto da Il Codice da Vinci, diretto da Ron Howard e interpretato da Tom Hanks e Audrey Tautou.
La pellicola è attesa nelle sale nel mese di maggio. E, archiviata almeno per il momento la battaglia giudiziaria, il fenomeno “Codice da Vinci” può continuare la sua corsa anche sul grande schermo.