Berlusconi: morirò tra 10 o 15 anni… e intanto a Copenaghen va in scena il musical su di lui

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Convocato all’udienza per il divorzio con Veronica Lario, gli avvocati hanno scalfito il mito dell’immortalità di Silvio, dichiarando un aspettativa di vita di massimo un quindicennio . E proprio mentre il Cavaliere è avviato sul viale del tramonto a Copenaghen già va in scena un musical che parla di lui e del Bunga Bunga.

Prima o poi doveva accadere, ormai è assodato, Berlusconi non è immortale e a darne la notizia sono stati i suoi avvocati. Lo hanno fatto nel corso di un udienza per stabilire l’assegno di mantenimento nel divorzio tra il loro assistito e Veronica Lario. Fino a questo momento Veronica ha chiesto un milione e 400 mila euro… al mese, non all’anno! Attualmente l’aspettativa di vita di Veronica è di 30 anni per cui si arriverebbe ad una somma complessiva da elargire attorno ai 500 milioni di euro.

Battaglia legale sull’assegno di mantenimento:

Berlusconi però non ci sta e nemmeno i suoi legali. Secondo gli avvocati la somma totale da tirar fuori deve essere contata secondo l’aspettativa di vita di Berlusconi e non della moglie. Ed ecco che i legali hanno dichiarato al giudice che a Berlusconi restano al massimo 15 anni di vita. Nessun accordo quindi tra i due litiganti, la parola passa al Tribunale civile di Monza che ha tempo 60 giorni per mettere la parola fine a questa annosa disputa.

Ricordiamo che la Lario in sede di separazione si era vista riconoscere un assegno di tre milioni al mese. In sede di divorzio invece Berlusconi ha ottenuto provvisoriamente che la cifra versata fossero gli attuali un milione e 400 mila euro al mese.

Il musical della fine?

Ma non bastava Veronica per consegnare l’ormai anziano Cavaliere al viale del tramonto, assestando un duro sia alle casse, che al morale dell’ex presidente. Di poche settimane fa è la notizia che la messa in scena a Copenaghen di “Berlusconi The Musical”, è tornata sul palcoscenico, a grandissima richiesta. Si tratta di un’opera teatrale che era nata l’anno scorso dalla regista Rhea Leman, che aveva scritto il musical sul Cavaliere.

Nel cast solo donne, con il ruolo di Berlusconi interpretato da Ina-Miriam Rosenbaum. Il musical dopo l’incredibile successo, è di nuovo a Copenaghen proprio in questi giorni al teatro Nørrebro dallo scorso 21 aprile per 20 repliche, fino al 9 maggio.

Nel musical si accenna anche al legame di Berlusconi con Nicole Minetti, ma si narra anche della discesa in campo del cavaliere e della sua parabola politica. Insomma, se non si trattasse di un opera piuttosto sarcastica si potrebbe pensare ad una nuova “Evita”, ma ahimè i dialoghi sono di ben altro tenore. Un musical molto amato dai danesi tanto da portare la regista a replicarlo, visto il clamoroso successo.

Il successore che non c’è:

Ma nonostante l’astro di Berlusconi si stia affievolendo, in Forza Italia non sembra ancora esserci un candidato alla successione. Un lento travaglio che si sta trasformando in agonia. Raffaele Fitto è ormai fuori da Forza Italia e sta giocando la sua partita in Puglia dopo una clamorosa rottura. Sandro Bondi il fedelissimo è finito nel gruppo misto (non che fosse mai stato candidato alla successione). Giovanni Toti, braccio destro del Presidente, è candidato in Liguria, ma non sembra avere né il carisma, né le capacità del Cavaliere.

Insomma AAA Cercasi leader di Forza Italia, che nel frattempo cambierà anche nome secondo le indiscrezioni, per lasciarsi alle spalle i brutti ricordi di quest’ultimo periodo, fatto di divisioni, scissioni, tradimenti, abbandoni. Per il momento però il partito è totalmente allo sbando e l’elettorato sempre più confuso dai continui cambi di rotta.

Non ultimo quello sulla legge elettorale votata prima alla camera, poi fatta passare al senato con i voti fondamentali del partito di Berlusconi e adesso dopo il mancato accordo sul Presidente della Repubblica, apertamente osteggiata, in uno psicodramma che vede tristemente protagonista Renato Brunetta che si scaglia sull’Italicum con un frasario grottesco più da sceneggiata napoletana che da leader politico: Non consentiremo che quest’aula diventi un bivacco di manipoli renziani. Non consentiremo il fascismo renziano. Dice alla Camera il capogruppo del partito che ha consentito all’Italicum di arrivare praticamente al voto finale dopo averlo votato per ben due volte.

Il vero successore?

Intanto Renzi tira dritto… da una parte una destra appiattita su Salvini che può tirarsi dietro il malcontento e i peggiori estremisti, ma che non convince i moderati, e che è senza un vero leader di riferimento; un Movimento Cinque Stelle che ha fatto sua ormai la vocazione a non contare nulla, nel suo purismo immacolato; e SEL che conta invece come il due di picche, il Presidente del Consiglio sa che può giocarsi il tutto per tutto.

Non ha infatti nulla da perdere e punta diritto alla riforma del Senato, se anche si dovesse tornare a elezioni a causa della mancata tenuta del Partito Democratico il regolamento di conti interno e il riposizionamento dei suoi uomini gli consentirebbero grandissimi margini di manovra.

Trovandosi poi di fronte un centrodestra totalmente allo sbando, non dovrebbe essergli difficile sbaragliare l’armata brancaleone delle opposizioni in campagna elettorale. Che sia davvero lui il successore di Silvio? Ormai sono in molti a pensarla così, elettori compresi.

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